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Piano industria 4.0 per il 2022: opportunità e agevolazioni fiscali

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Lo scorso 28 ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato il Disegno di Legge di Bilancio 2022 che prevede, salvo modifiche che potranno intervenire durante l’Iter parlamentare, la proroga del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali e software «Transizione 4.0» fino al 2023 e successivi; ne parliamo con Simone Baldini di Leyton.

Può spiegarci come sia possibile usufruire dell’agevolazione fiscale in merito agli ultimi aggiornamenti inerenti alla nuova legge di Bilancio 2022?

Il Piano Transizione 4.0, documento sul quale si basa la strutturazione delle tre misure principali afferenti alla Ricerca & Sviluppo & Innovazione e Industria 4.0, sostituisce il precedente Piano Impresa 4.0 e Industria 4.0, rappresentando un vero e proprio piano industriale per il tessuto economico italiano.

Promuove e accompagna le imprese nel processo di transizione tecnologica e di sostenibilità ambientale, rilanciando gli investimenti penalizzati dall’emergenza legata al COVID-19.
Il paradigma della Transizione 4.0 si fonda su due concetti base: interconnessione e integrazione. Per interconnessione si intende la capacità di inviare a distanza istruzioni o programmi, utilizzando protocolli di fatto aperti o standard. Per integrazione si intende la capacità di una macchina di comunicare automaticamente con il sistema informativo
La prima missione del PNRR è «Digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo» con una dotazione riservata di 9,72 miliardi per favorire la Transizione Digitale del sistema produttivo italiano.
Proprio sotto questa componente il Piano Transizione 4.0 ha trovato le risorse per dare una prospettiva pluriennale e strutturale alle misure che ne fanno parte (arco temporale sarà da confermare con la prossima Legge di Bilancio).

Quali sono i vantaggi per le aziende che acquistano un software?

I vantaggi sono prevalentemente rappresentati dagli incentivi fiscali rivolti al tessuto industriale italiano finalizzati a colmare il gap esistente tra l’Italia e il resto dei paesi dell’Unione Europea, poichè il nostro paese si posiziona al 24° posto fra i 27 Paesi europei per indice DESI (digitalizzazione dell’economia e della società).
E’ stato creato un meccanismo integrato di agevolazioni fiscali, che finanziano direttamente l’acquisto di un software, attraverso il credito d’imposta software e tutte le attività collaterali che coinvolgono il personale dipendente dell’azienda, impegnato nello sviluppo e attuazione di tale progetto, come il credito d’imposta innovazione tecnologica ed il credito d’imposta formazione 4.0.
Questo concetto è molto importante e spesso viene sottovalutato dalle aziende: chi effettua l’investimento non avrà solo il beneficio legato al bene immateriale, ma potrà recuperare anche tutti i costi del personale che avranno partecipato al progetto sia nella fase di personalizzazione che nella fase di formazione.
Non entriamo nel merito delle diverse aliquote di agevolazione, ma è plausibile dire che anche su un investimento in software è possibile recuperare da un 40% ad un 60% dell’investimento iniziale. L’agevolazione spetta a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato.

Crede che la proroga degli incentivi previsti dal piano Transizione 4.0 sia stata effettuata per consentire, ancora una volta, alle aziende di trasformarsi in Smart Factory?

Sono già quasi cinque anni che le aziende hanno a disposizione diverse opportunità per trasformarsi in industria 4.0 e quindi digitalizzare il proprio plant produttivo.
Forse il vero fattore di successo, che permette realmente ai titolari e responsabili di aziende manifatturiere di abbandonare il lento percorso di sviluppo e investire in vere opportunità di crescita, è rappresentato dalla formazione. Conoscere i diversi vantaggi e osservare che fuori dal territorio nazionale le fabbriche svolgono le stesse fasi produttive ottenendo però maggiori benefici è sinonimo di consapevolezza e inevitabilmente di crescita.

Avendo a disposizione i crediti d’imposta dimezzati che prospettive ipotizza per il 2023 e gli anni seguenti?

Le aliquote di agevolazione dal 2023 in avanti saranno pressoché dimezzate, ma le misure del Piano Transizione 4.0 saranno integrate dal PNRR con altre fonti di finanziamento pubblico. Questo assicurerà la possibilità di programmare l’attività su più anni ma soprattutto la possibilità di accedere a nuovi incentivi resi disponibili grazie alle maggiori risorse messe in campo. E poi comunque abbiamo ancora un anno di tempo, tutto il 2022, per sfruttare le aliquote sui crediti d’imposta maggiorate: quindi approfittiamo assolutamente degli enormi benefici ancora in essere per l’anno 2022 che è alle porte.

Vuoi ricevere maggiori informazioni? Visita il sito: https://leyton.com/it/

 

 

 

 

 

 

 

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