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Resistenza all’utilizzo dei device mobili del MES software

foto di operai che usano dispositivi mobili del mes software
Quando un’azienda decide di implementare un sistema di registrazione dei tempi di produzione manuali in mobilità, non può non tenere conto della resistenza che potrebbe incontrare da parte dei propri addetti. Una resistenza culturale, generazionale, sociale. Sì, perché questo è quello che succede quando si dotano una trentina di operatori, di cui la stragrande maggioranza sopra i 55 anni, di smartphone per la rilevazione delle tempistiche delle proprie attività lavorative. È quanto ci racconta la nostra azienda cliente, Tommasin & C. S.r.l., produttrice di fondi bombati dal 1978, che da oltre 2 anni utilizza la App Mobile myMES di Logikamente. Attraverso l’applicativo, installato su dispositivi Android industriali, o su comuni smartphone utilizzati dagli operatori, ogni addetto può gestire in piena mobilità e in completa autonomia le attività che gli vengono assegnate, imputando i tempi impiegati attraverso uno start&stop, ed effettuando avanzamento e versamento della produzione. La App Mobile Android invia poi, con apposite API, i dati al MES software per il controllo della produzione.

Rivoluzioni mentali nell’approccio al MES software

Complesso far capire agli operatori quali erano i vantaggi derivanti da una tale gestione produttiva. Il timore iniziale di venire controllati e spiati nello svolgimento del proprio lavoro ha prevalso, in un primo momento, sui benefici che il management era consapevole fin dall’inizio di poter ottenere. Bisognava spiegargli che si trattava di uno strumento necessario per aumentare la competitività sul mercato: solo conoscendo i tempi e i costi di produzione, si sarebbero potute aumentare le vendite. Il momento della consegna degli smartphone ha scritto la storia. Alcuni di loro non ne possedevano nemmeno uno personale, altri usavano cellulari dedicati ad un pubblico anziano, con ampi display e grandi caratteri per facilitare la lettura. Sono seguiti piccoli atti di ribellione: provocazioni, noncuranza nei confronti delle registrazioni (“se sbaglio, non mi interessa”), denuncia di problematiche inesistenti legate ai dispositivi (“la rilevazione è sbagliata”). Dimenticanze, che obbligavano il customer care a riprendere in mano tutte le bolle di lavoro e ad inserire manualmente i tempi che mancavano. Si è presentata anche la necessità di dover bloccare elementi motivo di distrazione, come contenuti vietati ai minori, giochi, siti legati allo svago e al tempo libero, banner e pubblicità. Diversa la reazione degli ultimi arrivati di 25-30 anni, nativi digitali, che invece hanno accettato lo strumento con grande serenità.

Strategie di responsabilizzazione nell’utilizzo dell’applicativo del MES software

Mentre la proprietà dell’azienda illustrava agli operatori quanto l’applicazione fosse importante per l’attività di consuntivazione e preventivazione, il customer care affiancava alla rilevazione digitale anche quella cartacea. Per 10 giorni gli operatori sono stati chiamati ad incrociare i dati registrati sullo smartphone con quelli scritti da loro stessi su un foglio di carta. Questo doppio lavoro doveva fungere da deterrente e spronarli a prestare maggiore attenzione alla registrazione dei tempi in digitale, così da non dover sprecare tempo prezioso in confronti inutili. Ora l’azienda si definisce soddisfatta della resa dello strumento: tutti gli operatori, di tutte le generazioni, si sono responsabilizzati nei confronti dell’applicativo del MES software – ribatezzato myTOM – accogliendo con piacere anche le implementazioni successive, come le note da poter lasciare dopo l’azione FINE e la modalità di lettura del codice a barre dell’ordine di produzione tramite fotocamera del dispositivo.